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La depressione bipolare

La depressione bipolare

La depressione bipolare fa parte dei disturbi dell’umore. Questa, nello specifico, si caratterizza per la presenza nel medesimo soggetto, ma in periodi diversi, di episodi di depressione maggiore ed episodi maniacali. Nel primo caso il paziente lamenta una grave caduta del tono dell’umore, l’incapacità di provare piacere o gioia, e spesso anche un deficit delle prestazioni intellettuali. Nel secondo caso il soggetto presenta un repentino e ingiustificato innalzamento del tono dell’umore, con ricerca continua del piacere, pensiero accelerato ma poco focalizzato e, quindi, inconcludente.

Si riconoscono tre forme distinte di questa patologia.

Disturbo bipolare I

I soggetti affetti presentano nel corso della propria vita sia episodi depressivi sia episodi maniacali, il tutto alternato a periodi di equilibrio e benessere. La maggior parte dei casi esordisce intorno ai 30 anni, ma si verificano anche casi estremi in età adolescenziale o verso i 40 anni. Le caratteristiche che aiutano a classificare i diversi episodi sono la frequenza, la durata e la polarità. Alcuni soggetti sono colpiti da crisi che si alternano in maniera molto ravvicinata altri, invece, possono godere di lunghi periodi di benessere. Ogni paziente, solitamente, seppur presentando sia il quadro depressivo(negativo) che quello maniacale(positivo), tende ad avere le crisi più gravi sempre della stessa polarità. Questa patologia può presentare gravi complicanze, come tentativi anticonservativi, tendenza ai comportamenti violenti, e abuso di sostanze. La terapia per questo tipo di disturbo si compone di tre fasi distinte: il trattamento della depressione, quello dell’episodio maniacale, e la profilassi delle ricorrenze. La prima fase prevede l’utilizzo di antidepressivi, la seconda di neurolettici e stabilizzatori dell’umore, la terza del litio.

Disturbo bipolare II

I malati alternano episodi depressivi a crisi ipomaniacali. Sia le fasi negative che quelle positive risultano essere meno marcate e gravi rispetto al Disturbo bipolare I. L’esordio si verifica tra i 30 e i 50 anni. La frequenza delle crisi varia molto da soggetto a soggetto. Alcuni godono di periodi liberi molto ampi, altri invece presentano un episodio critico dopo l’altro. Oltre alle complicanze comuni alle altre forme di depressione bipolare (suicidio, violenza e alcolismo), questa forma specifica può complicarsi con i “cicli rapidi”. Questi ultimi consistono in improvvisi cambi del tono dell’umore senza intervallo libero. La terapia è sovrapponibile a quella per il Disturbo bipolare I.

Disturbo ciclotimico

La ciclotimia è un disturbo dell’umore in cui si alternano depressione ed episodi ipomaniacali. Le crisi hanno una frequenza molto alta ma un’intensità meno marcata rispetto alle due forme descritte precedentemente. L’esordio è lento e spesso appare misconosciuto. In generale, però, avviene in epoca molto precoce: durante l’adolescenza o poco dopo i 20 anni. Nonostante questo disturbo abbia una sintomatologia attenuata può essere estremamente invalidante. Poiché una tale instabilità umorale, seppur priva di parossismi, può rendere estremamente difficoltosa sia la socializzazione sia lo svolgimento continuo e regolare di un lavoro. La terapia s’incentra soprattutto sull’utilizzo di stabilizzatori dell’umore.

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